Postcard From Neverland

Roberta. 23. Italian. Self proclaimed poet. Trekking maniac. Dreamer. Procrastinator. Reader. Writer. Silence lover. Photobomber. Professional confetti thrower. Cat fancier. Moody. Me.

Per un attimo di cielo

Lasciami qui
Lasciami stare lasciami
Così
Non dire una parola che
Non sia d’amore
Se l’inchiostro finisse
E il telefono squillasse.

Non trovano riposo le mie dita
Che ad alta voce
Pensano
Per poi affogare nel silenzio
Dove vivi tu.

Vado a fumare una sigaretta
Perché questa poesia
Non deve essere scritta.

Perché questa poesia non esiste
A meno che non la legga tu.

Siamo visibili
Brillano gli sguardi
Della verità
Il colore
Nel riflesso
Di una pena scongiurata.

E sì, verrà il giorno in cui
Ti dirò no,
Non lasciarmi
Qui, non così
Gridami l’amore addosso
Tutto quello che hai,
Ché non è altro ciò che resta.

E la merito
una vita nella nebbia
Per aver celebrato il sole
Per un attimo di cielo,
Per l’azzurro.

Intanto accarezzami con la voce
Mentre tremo
Perché baciarti
Non posso.
Sorriderò
Mentre insieme
Scaliamo montagne
Seminando la paura
In cerca di coraggio.

E insegnami la timidezza
A non svegliare l’alba
A non disturbare le foglie di ottobre.

Rimani il vizio di un sogno
Perché alla dipendenza di un tocco
Non posso oppormi.

La birreria dei bimbi sperduti

Qualche giorno fa è successa una cosa strana: è arrivato nella birreria dove lavoro un bambino sperduto.
Col viso sporco dal pianto si è avvicinato dicendo fra i singhiozzi «Mi chiamo Filippo Peretti e ho perso la mamma!».
Cercando di trattenere le lacrime io stessa l’ho portato davanti al bancone e gli ho servito un succo di frutta mentre i miei titolari si affacciavano fra le spillatrici per investigare.
La prima domanda è stata «Come si chiama tuo papà?». E non è stato molto rincuorante sapere che il papà, lui, non ce l’aveva.
Ci siamo rivolti sguardi perplessi ma sapevo esattamente cosa fare. Ho preso il piccolo Filippo Peretti di 5 anni e ho iniziato a compilare i moduli per l’adozione. Peccato però che la mamma, svoltando l’angolo con una piccola Peretti nel passeggino mi abbia vista mentre provavo a fargli dire «Zia! ZIA. RO-BER-TA».

[Tratto da una storia quasi vera.
Il nome del piccolo è stato inventato per tutelarlo. Da metà storia in poi gli eventi sono stati tratti senza indugio da uno dei miei troppi film mentali.]

La sensazione che provo ogni volta che vado a camminare in montagna è difficile da spiegare: è come se tornassi a casa.

E mi stupisco ogni volta di quanta determinazione metta ogni volta che c’è da fare qualcosa di incredibilmente stupido.

Running Orders

They call us now.
Before they drop the bombs.
The phone rings
and someone who knows my first name
calls and says in perfect Arabic
“This is David.”
And in my stupor of sonic booms and glass shattering symphonies
still smashing around in my head
I think “Do I know any Davids in Gaza?”
They call us now to say
Run.
You have 58 seconds from the end of this message.
Your house is next.
They think of it as some kind of war time courtesy.
It doesn’t matter that
there is nowhere to run to.
It means nothing that the borders are closed
and your papers are worthless
and mark you only for a life sentence
in this prison by the sea
and the alleyways are narrow
and there are more human lives
packed one against the other
more than any other place on earth
Just run.
We aren’t trying to kill you.
It doesn’t matter that
you can’t call us back to tell us
the people we claim to want aren’t in your house
that there’s no one here
except you and your children
who were cheering for Argentina
sharing the last loaf of bread for this week
counting candles left in case the power goes out.
It doesn’t matter that you have children.
You live in the wrong place
and now is your chance to run
to nowhere.
It doesn’t matter
that 58 seconds isn’t long enough
to find your wedding album
or your son’s favorite blanket
or your daughter’s almost completed college application
or your shoes
or to gather everyone in the house.
It doesn’t matter what you had planned.
It doesn’t matter who you are
Prove you’re human.
Prove you stand on two legs.
Run.

Running Orders by Lena Khalaf Tuffaha

Listen/purchase: Years by Bartholomäus Traubeck

La Natura è meravigliosa.

charliebowater:

briannacherrygarcia:

animationtidbits:

Duet - Glen Keane

I legit cried. Please watch this.

Oh my god ;__; 

<3

In pronto un ortopedico mi ha visitato il ginocchio in frantumi per poi ordinare all'infermiere Felice (ma solo di nome)

  • - Ortopedico: Felice, fammi un Johnson!

  • - Felice: *inizia il bendaggio*

  • - Ortopedico: *uscendo* Ho finito la visitazio, ora vado a fare un bel tunnel del carpazio!

  • - Io: *da codice verde divento codice rosso* Ossigenooo!

Turmoil inside and outside.
Turmoil that doesn’t belong to me
Nor to this earth
Yet I feel it on my tongue.
What is love?
A lie? A lapsus? Or a trick?
Thanks for asking
Thanks for pushing me on the wall
Thanks for slapping me
For I am a sinner
For I laughed on a lover’s face
Mocking his grace
But not his kindness.
Bravery is trust
Courage is letting go.
I slipped on a nightmare
To wake up in a dream
Where darkness felt comfortable
In my presence
And ants could collect the words
Stolen from my abandoned soul
And bring them where the deepest roots hold the earthquake’s hands.
So that I could finally breathe.
Inside and outside.

rispostesenzadomanda:

rossocrama:

Preti (Priests) - Tutto intero (Full movie) HD (by Smeriglia)

segnatevelo, guardatelo

Una meraviglia!

(via 3nding)

Non mi illudete!

  • - Boss: Domani sera puoi staccare alle 10, così se vuoi fare programmi per la serata sei libera!

  • - Io: *chiamo tutti e faccio programmi*

  • - La città intera: *decide di trasferirsi in massa nel bar*

  • - Io: *torno a casa alle 2 controllando il telefono con 49 messaggi e 8 chiamate perse*